Dalla logica del “VINCO O PERDO” alla “PROSPETTIVA DEGLI SCOPI”

Un altro molto frequente “virus conflittuale”, che rende particolarmente insidiose le situazioni di attrito o di litigio, è la convinzione  che in una discussione debba “per forza” esserci un vincente e un perdente (c.d. approccio win-lose).

Si tratta di una convinzione decisamente limitante che trova il suo fondamento nella comune idea che il conflitto sia inevitabilmente una prova di forza in cui la diversità dell’uno debba prevalere sulle differenze dell’altro. Possiamo riferirci a delle idee, a delle aspirazioni, a dei desideri, a dei comportamenti.

Talvolta queste differenze sono realmente molto marcate tra le persone che sono in relazione, e se aggiungiamo la nostra generale impreparazione ad affrontare i conflitti con “metodo e strategia” ecco che, giocoforza, l’atteggiamento più frequente sarà quello per cui ognuno punta alla propria vittoria, ossia al massimo soddisfacimento dei propri interessi e/o bisogni immediati.

Un modo d’interagire nel quale le parti, come in un duello, utilizzeranno le armi alle quali sono più avvezze per superarlo (il conflitto) come, per esempio, l’aggressività verbale per imporsi, far leva sul senso di colpa, svilire le esigenze dell’altro. Oppure per evitarlo come, ad esempio, incassare in silenzio una frustrazione, dire di si quando vorremmo dire di no per compiacimento, rinunciare al nostro punto di vista pensando che la prossima occasione sarà la nostra.

Ma tutto ciò è come relazionarsi sul piano di bilancia in posizione di squilibrio: uno sale, l’altro scende. Inevitabilmente.

La Logica Win-Lose, dunque, generalmente porta ad intossicare il rapporto e, soprattutto, ad una vittoria di interessi e bisogni certamente immediati, ma dal futuro limitato se la relazione è per le parti importante e destinata a mantenersi nel tempo.

Possiamo dunque ipotizzare un approccio diverso?

Certo, e, come sempre, parlando in ambito di coaching, occorre arrivare a questo risultato con un allenamento costante e consapevole che offra lo spunto per passare dalla logica del “vinco-perdo” alla logica del “vinciamo insieme”.

Può sembrare una provocazione, un’utopia, è normale, perché siamo troppo abituati e preoccupati di stare nel conflitto con l’idea di dover limitare al massimo le nostre perdite e chiudere la vicenda con il massimo della soddisfazione personale. Qua, tuttavia, stiamo posando l’attenzione verso un nuovo modo di pensare che, conducendoci “per scopi comuni”, ci sprona ad allargare i nostri egoistici orizzonti per prendere in considerazione il soddisfacimento dei nostri personali obiettivi in una cornice di scopi più ampi e condivisi con l’altra parte.

Non è detto che questa operazione ci riesca sempre ma c’è una profonda differenza tra l’avere nelle nostre competenze relazionali un unico approccio al conflitto (win-lose) e svilupparne un altro (win-win) dalle incredibili potenzialità.

Ancora una volta è l’aspetto culturale quello su cui lavorare più incisivamente.

Anziché vedere i nostri interlocutori come ostacoli da evitare o da “schiacciare”, sperimentiamo l’opportunità di raggiungere molti più obiettivi se impariamo a collaborare con gli altri.
La “prospettiva degli scopi comuni” permette di far emergere possibilità e soluzioni che fino a quel momento magari non avevi ipotizzato o, semplicemente, non avevi pensato che potessero interessare anche te!

Soddisfa la tua curiosità e facci le tue domande scrivendoci all’indirizzo e-mail coaching@dsbitalygroup.com

Il nostro motto è: Fai quello che gli Altri non Fanno!

(Gabriele Salvini)