Cosa accade se fai domande di Qualità? Niente di straordinario, a parte migliorare concretamente La Tua Vita!

 

Fare le giuste domande serve. Punto.
Che tu lo voglia o meno e che ti impegni o meno, la qualità della tua comunicazione [e di conseguenza quella della tua vita] cambia decisamente.

Lo so che all’inizio, se non sei abituato a farle, può sembrarti impegnativo… ed effettivamente si. Lo è.
Non sono qui a scriverti che è tutto facile, ma che puoi fare tutto quello desideri se dai valore a te stesso e alle tue capacità.
Se non te ne fossi accorto Relazione e Comunicazione sono due facce della stessa medaglia, e delle chiavi di lettura fondamentali nel cammino della nostra vita. Ancor più se costruiamo domande di qualità.

Lo devi fare. Non hai alternativa.
Altrimenti poi la tua comunicazione, a qualsiasi persona essa si rivolga (tua madre, tuo fratello, il tuo migliore amico, il tuo peggiore collega di lavoro, il tuo capo), rischia di trasformarsi in mere “Parole, Parole, Parole” [detta a mo’ di canzone, come recitava una delle nostre cantanti italiane preferite] e tu invece “prendi fuoco” o ci rimani male perché non raggiungi i tuoi obiettivi. Giusto?

…E poi si sa, sono le domande (quelle fatte bene) a stimolare tutta una serie di meccanismi inconsci da parte del nostro cervello e di quello del nostro interlocutore. Come la necessità inarrestabile di trovare una risposta, mettersi in moto Per…!

Dammi Retta.
La prossima volta facci caso.
Poi mi saprai dire. [Pardon. Scrivere].

Da dove partiamo quindi?
Un piccolo ma fondamentale suggerimento per iniziare a pensare (ancor prima di fare) le giuste domande è quello di ragionare attraverso il concetto del “prendersi cura”.
Prendersi cura – di se stessi e dell’altro – significa Calibrare, creare Rapport, riconoscere i segnali non verbali, cosa comunica inconsciamente il corpo e poi rispondere empaticamente.

Se vuoi aiutare una persona o te stesso, elimina dalle tue domande l’avverbio interrogativo “Perché”:

• Perché l’hai fatto? Perché L’ho fatto?
• Perché ti è andata così? Perché mi è andata così?
• Perché non fai altro per migliorare? Perché non faccio altro per migliorare?
• Perché non lo ritieni utile? Perché non lo ritengo utile?
• Perché ti comporti in questo modo? Perché mi comporto in questo modo?

Il perché non è assolutamente utile se vuoi aiutare qualcuno o se vuoi ottenere risultati positivi dalla tua relazione. Anzi, non fai altro che alimentare il carico emotivo legato all’evento o alla situazione accaduta.

Prova invece a sostituirlo con:

• “In che modo possiamo/puoi/posso fare Per…?”
• “Potrebbe essere utile fare in questo modo piuttosto che…?”
• “Ma a Te farebbe piacere se anche Lei si comportasse così nei tuoi /miei confronti?”
• “Cosa intendi Per…?”
• “Fa piacere ANCHE A TE fare la spesa?”
• Fa piacere ANCHE A TE andare a cena fuori?”
• “Dimmi se ho capito bene, per cui mi stai dicendo che…, giusto?

Se ragioni sin da subito in questo modo, il percorso di sviluppo e di crescita sarà molto più facile. E perché no, anche divertente e stimolante con la giusta chiave di lettura.

• In che modo fai le tue domande?
• Sono sempre domande di qualità?
• Ti “prendi cura” di Te stesso e del tuo interlocutore quando comunichi con lui?
• Quali risultati ottieni?
• Corrispondono alle tue aspettative?

Soddisfa la tua curiosità e facci le tue domande (DI QUALITÀ, OVVIO =) scrivendoci all’indirizzo e-mail coaching@dsbitalygroup.com

Il nostro motto è:
Fai quello che gli Altri non Fanno!

(Andrea Trevisi)